UNI/PdR 192:2026: la certificazione family friendly per la conciliazione vita-lavoro

La UNI/PdR 192:2026 è la nuova prassi di riferimento per la conciliazione vita-lavoro e per il benessere organizzativo di imprese e pubbliche amministrazioni. Si tratta di uno strumento volontario pensato per aiutare le organizzazioni a strutturare politiche più efficaci di welfare aziendale, flessibilità e sostegno alla genitorialità.

Promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Dipartimento per le Pari Opportunità, e sviluppata da UNI con la collaborazione della Provincia Autonoma di Trento, la prassi valorizza l’esperienza del modello Family Audit.

Cos’è la UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026 definisce un sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. In pratica, offre alle organizzazioni un quadro operativo per migliorare l’equilibrio tra esigenze professionali e personali, con attenzione a maternità, paternità, caregiver, flessibilità organizzativa e continuità di carriera.

A chi si rivolge

La certificazione family friendly è uno strumento utile sia per chi opera nel settore privato sia per chi lavora nel settore pubblico. Si rivolge a:

  • imprese di ogni dimensione e organizzazioni private interessate a rafforzare il proprio posizionamento in tema di welfare interno;
  • pubbliche amministrazioni ed enti locali;
  • società partecipate.

Come funziona la certificazione

La prassi prevede requisiti e indicatori verificabili, sottoposti a valutazione da parte di organismi di certificazione accreditati. Le principali aree di intervento riguardano:

  • organizzazione del lavoro e flessibilità oraria e spaziale;
  • sostegno alla maternità e alla paternità;
  • supporto ai caregiver;
  • welfare aziendale.

Sgravio contributivo per le imprese certificate

La normativa prevede che le imprese certificate con la UNI/PdR 192:2026 possano accedere a sgravi contributivi. Il D.L. 62/2026, convertito con modificazioni dalla L. 112/2026, riconosce per gli anni 2026, 2027 e 2028 un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite dell’1% e fino a un massimo di 50.000 euro annui per impresa, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Relazione con la UNI/PdR 125:2022

Le due prassi condividono una logica di sistema di gestione basata su indicatori di prestazione e possono rafforzarsi reciprocamente, soprattutto sul piano dell’inclusione, del benessere organizzativo e della sostenibilità sociale.

Perché può interessare imprese e PA

La certificazione UNI/PdR 192:2026 può significare:

  • un utile strumento di organizzazione del lavoro, di valorizzazione del personale e di miglioramento del benessere organizzativo, con ricadute positive anche sulla qualità dei servizi;
  • miglioramento della reputazione dei luoghi di lavoro e, quindi, maggiore attrattività verso i potenziali dipendenti e collaboratori;
  • riduzione del turnover;
  • rafforzamento della sostenibilità di un’organizzazione dal punto di vista ambientale, sociale e di governance.

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