A giugno 2026 la Commissione europea ha pubblicato la quarta relazione sullo stato del Decennio digitale che fotografa i progressi compiuti dagli Stati membri verso gli obiettivi digitali fissati per il 2030.
Il quadro che emerge è complessivamente positivo: l’Italia mostra progressi concreti sul piano delle infrastrutture e dei servizi digitali, ma la sfida decisiva resta quella delle persone, delle competenze e della capacità di trasformare gli investimenti in risultati duraturi. Il Paese si colloca sopra la media UE in diversi ambiti, tra cui fibra FTTP, 5G, servizi pubblici digitali, digitalizzazione delle PMI, utilizzo di cloud e analisi dei dati.

L’Italia avanza su fibra, 5G e servizi digitali
Sul fronte della connettività, il report segnala una copertura 5G molto ampia e una crescita della fibra nelle abitazioni superiore alla media europea. Restano però differenze tra città e aree rurali, che continuano a rappresentare uno dei principali punti di attenzione.
Anche i servizi pubblici digitali risultano ben sviluppati. Strumenti come SPID, CIE, IT Wallet, la migrazione della pubblica amministrazione verso il cloud qualificato e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (la PDND è il sistema gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che permette lo scambio sicuro di dati tra la Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi) contribuiscono a rendere più semplice l’accesso ai servizi e lo scambio di informazioni tra enti.
Sanità digitale e competenze
Un altro ambito in crescita è la sanità digitale, sostenuta dal Fascicolo Sanitario Elettronico e dall’Ecosistema Dati Sanitari. I numeri riferiti all’Italia evidenziano un miglioramento in ambito sanitario nella digitalizzazione dei dati e dei processi, con effetti positivi per cittadini, medici e strutture del territorio.
Più critica, invece, la situazione delle competenze digitali. L’Italia ha rafforzato iniziative come la rete dei punti di facilitazione digitale e il Servizio Civile Digitale, ma restano bassi sia le competenze di base della popolazione sia la quota di specialisti ICT occupati. È uno dei principali nodi che il paese dovrà affrontare nei prossimi anni.


