Riportiamo questo interessante articolo tratto da Focus Informatica, a firma di Danilo Longoni su Digital 360.
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“I controlli in azienda sono previsti dalla legge o, in taluni casi, vengono svolti per premura da parte del management. Tuttavia, ogni caso, possono rivelarsi lunghi e complessi senza un adeguato supporto tecnologico.
Digitalizzare i processi di audit e controlli offre la possibilità di rendere più semplici e veloci le attività di verifica, con benefici per gli auditor e per l’impresa. Inoltre, il credito d’imposta per beni strumentali previsto dal piano Transizione 4.0 fornisce un valido sostegno per dotarsi delle soluzioni adatte al caso. Vediamo la situazione.
Processi di Audit: ecco perché digitalizzarli è importante
Generalmente gli audit vengono realizzati in contesti che per lo più riguardano il controllo della qualità (sia nella produzione di beni che di servizi), la sicurezza sui luoghi di lavoro, la valutazione dei fornitori, oltre che la compliance a diverse normative di settore.
Alcuni audit sono obbligatori e specifici per un particolare comparto, come quelli relativi all’industria alimentare o farmaceutica (come ad esempio il celebre HACCP, relativo all’autocontrollo della salute, degli alimenti e dell’igiene d cui abbiamo parlato in un recente articolo).
Altri audit invece possono essere il frutto di una scelta spontanea dell’azienda, la quale decide di intraprendere il percorso per acquisire determinate certificazioni. Non mancano i collaudi di prodotto, volti a garantire il rispetto di determinati requisiti tecnico/qualitativi e soddisfare le aspettative dei propri clienti.
In generale, questo genere di attività prevedono diverse fasi, sia che si tratti di audit e controlli interni che esterni. Questi passaggi sono:
- Pianificazione: durante questa fase viene programmato l’audit coinvolgendo le parti soggette al controllo (cliente / prodotto / fornitore / filiale/ etc.), programmando gli appuntamenti e ingaggiando il personale, inviando i materiali pre-audit.
- Esecuzione: la fase operativa vera e propria dell’audit. L’auditor si reca fisicamente sul luogo del controllo e procede con la compilazione di una o più check-list sulle quali registra eventuali anomalie, non conformità o difetti.
- Follow up: questa fase è dedicata alla gestione delle non conformità o rilievi raccolti. Infatti, nel caso in cui ci fossero problematiche, i responsabili attueranno un piano di azioni correttive. Successivamente verranno pianificati audit di follow-up per controllare l’effettiva risoluzione.
- Monitoraggio: una fase molto importante, ma che senza un supporto digitale diventa molto difficile da attuare. Se tutti i dati raccolti durante gli audit vengono registrati ed elaborati, è possibile accedere ad informazioni preziose per individuare le aree più problematiche, risolvere definitivamente difettosità/anomalie ricorsive e definire obiettivi aziendali raggiungibili.
La digitalizzazione, infatti, può fornire un valido aiuto agli operatori in tutte queste fasi e i benefici sono riconducibili a:
- ottimizzazione dei tempi necessari allo svolgimento dei processi, evitando lungaggini;
- Riduzione di documenti non organizzati che possono andare persi o essere danneggiati;
- Proficua raccolta dei dati, utile per definire obiettivi strategici dell’azienda. Questo è possibile in quanto grazie alle informazioni si possono condurre monitoraggi e individuare e risolvere problematiche;
- Meno costi legati a incidenti, infortuni o problemi nella produzione.
Transizione 4.0, perché il credito d’imposta un valido aiuto per la digitalizzazione degli audit.
Considerando questo contesto e le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi di audit, è utile sottolineare che il Piano Transizione 4.0 mette a disposizione un credito d’imposta per supportare le imprese nell’adozione di strumenti tecnologici per semplificare questo iter.
In particolare, i software per il controllo della qualità e del prodotto vengono inclusi nell’Allegato B della Legge 11 dicembre 2016 numero 232, in cui sono indicate alcune tipologie di beni soggetti al credito d’imposta. Nello specifico, citando la dicitura dell’allegato, riportiamo due categorie:
- software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione;
- software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi.
Sono incluse dunque le soluzioni per la digitalizzazione dei processi di audit e controlli.
Lo staff di PCS Sviluppo è costantemente impegnato in attività di accompagnamento e Audit nell’ambito delle Certificazioni di qualità. Per maggiori informazioni, compila il form in basso.”
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Articolo a cura di Danilo Longoni – Digital 360.


